Consiglio degli studenti: cosa chiediamo?

23 Ott Consiglio degli studenti: cosa chiediamo?

Ieri, giovedì 22 ottobre, si è svolto il Consiglio degli Studenti e sono state approvate 3 mozioni: la prima per chiedere la convocazione del tavolo paritetico sulla riforma delle tasse, la seconda per avere un tavolo tra Provincia, Trentino Trasporti ed Università per avere la mobilità gratuita in tutto il territorio provinciale, la terza per avviare un indagine sulla situazione degli studenti lavoratori.

Ecco cosa chiediamo nello specifico:

      1. Contribuzione studentesca: riunire al più presto il gruppo di lavoro sulla riforma della tassazione studentesca al fine di rendere operativo il nuovo sistema a partire dall’anno accademico 2016-2017. Il gruppo sarà composto da 3 rappresentanti degli studenti e 3 docenti e dovrà costruire una proposta che sarà fatta propria dal Senato Accademico, ottenere il parere positivo del Comitato paritetico per il diritto allo studio e la valorizzazione del merito e passare il vaglio del Consiglio di Amministrazione.
      2. Mobilità libera gratuita e sostenibile: istituire in tempi certi e brevissimi un tavolo di confronto tra la Provincia Autonoma di Trento, l’Università, l’Opera universitaria, la Trentino Trasporti e Trenitalia alla presenza del presidente del Consiglio degli Studenti e dei due rappresentanti degli studenti nel Senato accademico al fine di studiare la più equa, efficiente e fattibile soluzione per l’eventuale introduzione dell’abbonamento di libera circolazione provinciale degli studenti universitari nella retta universitaria a partire dall’anno accademico 2016-2017.
      3. Studente lavoratore: avviare un’indagine più approfondita sul profilo dello studente lavoratore che si concentri sulla correlazione tra tale condizione e i tempi di laurea, sulla soddisfazione relativa alla disponibilità di strumenti didattici che non implichino la presenza in aula dello studente e alla distribuzione degli appelli d’esame, nonché sulle disponibilità della docenza e del personale amministrativo a tenere in considerazione gli impegni lavorativi dello studente in diversi contesti. Si chiede anche un’istruttoria sui diversi modelli di riconoscimento di tale status e sulle relative buone pratiche presenti nel sistema universitario italiano, con particolare attenzione alle agevolazioni relative alla contribuzione studentesca, all’organizzazione di specifici appelli d’esame, ai servizi di supporto e agli strumenti didattici offerti. In generale chiediamo all’Ateneo di riconoscere lo status di studente lavoratore come portatore di bisogni speciali, ai quali va fornita una risposta adeguata al fine di rimuovere gli ostacoli che non consentono le pari opportunità tra studenti “a tempo pieno” e studenti che lavorano. Questi ultimi infatti, nonostante l’attuale equiparazione ai fini della contribuzione studentesca, non sono nelle condizioni di fruire allo stesso modo dei servizi offerti dall’Ateneo (dalla frequenza ai corsi al servizio di segreteria).
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