LETTERA AL PRESIDENTE ROSSI

29 Gen LETTERA AL PRESIDENTE ROSSI

    Alla cortese attenzione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento,

con nostra sorpresa apprendiamo che la P.A.T non intende più stanziare finanziamenti per il fondo dedicato alla professionalizzazione e valorizzazione dei giovani. Come se non bastasse, sono sospesi i bandi per le borse integrative per la residenzialità dei dottorandi e per i progetti di ricerca per giovani laureati in aziende trentine e non.

Il Presidente sembra ignorare che il fiore all’occhiello dell’Università degli Studi di Trento sia la ricerca, unita al fondamentale apporto di studenti e giovani ricercatori provenienti da tutta Italia, per non dire da tutto il mondo. La contraddizione è ancora più evidente quando lo stesso Presidente vorrebbe ispirarsi a modelli altoatesini per l’alta formazione e ricerca (la provincia di Bolzano investe meno rispetto al Trentino in questi ambiti, in quanto li “delocalizza” tacitamente in Austria, che investe il 2,9% del PIL in R&D) e non ci si capacita di come tagliando gli incentivi provinciali alla prosecuzione degli studi si voglia avvicinarsi all’Alto Adige, che prevede comunque consistenti stanziamenti per il sostegno alla formazione degli individui.

Le ricordiamo che la ricerca necessita di persone preparate e competenti, a prescindere dalla loro capacità reddituale che, se insufficiente, dovrà essere sostenuta anche dalla Provincia. Non si richiede un finanziamento a fondo perduto quanto piuttosto un investimento nel prestigio dell’Università, della Provincia Autonoma e della città di Trento.

Si è tanto parlato di collegamento tra Università e territorio, innalzando l’Ateneo a cinghia di trasmissione per il miglioramento tecnico e imprenditoriale delle aziende trentine. Ma se la Provincia decide di non investire in alta formazione il postulato esposto ci pare di difficile realizzazione.

Nella sua risposta all’interrogazione del consigliere Zeni ha affermato che intende dare precedenza ai trentini per l’erogazione delle borse, perché “le altre regioni non hanno fondi”. Le consigliamo, in tutta franchezza, di non cadere in gretti campanilismi ma piuttosto di far fronte comune con i Presidenti delle Regioni per poter chiedere più finanziamenti anziché accettare che l’istruzione universitaria sia fanalino di coda tra le priorità governative.

Del tutto contraddittoria è la sua idea di abolire i prestiti d’onore con la motivazione che, visti i dati e la crisi, le famiglie non riescono ad estinguere il debito. In tale situazione, la soluzione non può essere eliminarli senza prevederne alternativa, ma, ad esempio, convertire le somme ad essi preposte proprio per mantenere le borse integrative alla residenzialità, o per potenziare importi e offerta delle borse di studio in generale.

Ci auguriamo che, in merito a tutti questi temi, prendano posizione anche i candidati alla nomina di rettore, in vista di un incarico che prevede grandi responsabilità, in una prospettiva di contrazione delle risorse.

Le chiediamo quindi, signor Presidente, di affrontare al più presto questi problemi che, rischiano di minare il diritto allo studio, oltre che il prestigio della Provincia da Lei presieduta.

Fiduciosi nella sua capacità e competenza, porgiamo cordiali saluti.

In fede,

Studenti Per – UdU Trento

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